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Alfonso: un fine settimana immersi nella natura

Io e mio fratello avevamo pensato di passare un fine settimana immersi nella natura lontano da tutto con le famiglie e siccome da ragazzi avevamo trascorso alcuni giorni alla Capraia, ci siamo detti ” Perché no”.

Abbiamo coinvolto un collega ed iniziato la preparazione all’escursione; dovevamo pensare a tutto, perché nel gruppo ci sarebbero stati anche bambini e un cane. Quindi le tende, i sacchi a pelo, il cibo e l’acqua. Il fine settimana sarebbe stato quello del 25 Aprile, quindi primavera inoltrata.

Ognuno avrebbe avuto il suo zaino bambino compresi, anche Caruso [il cane] di due anni aveva lo zaino con cibo e acqua; i bambini nello zaino avevano il proprio cambio di abiti, l’acqua e il sacco a pelo. Le donne avevano gli zaini con il cibo e il proprio sacco a pelo, noi uomini lo zaino con i cambi abiti di marito e moglie, l’acqua, il sacco a pelo e la tenda.

Siamo partiti a piedi lasciando le auto a Livorno, vicinissimo all’imbarco del traghetto, dopo una traversata disastrosa a causa del mare scatenato dal Maestrale; siamo arrivati in porto e cartine alla mano abbiamo iniziato a camminare in direzione Santo Stefano per poi dirigersi allo Stagnone dove avremmo sostato per la notte. A metà strada ci siamo fermati lungo il sentiero per il pranzo a panini. Il panorama era stupendo grazie anche ad una giornata ventosa ma limpida con il cielo azzurro intenso, in lontananza dall’altra parte della vallata abbiamo avvistati i mufloni e grazie al binocolo tutti ne abbiamo goduto della bellezza.

Siamo ripartiti e continuando sul sentiero siamo arrivati nella zona dello Stagnone; purtroppo il punto che avevamo scelto per l’accampamento era troppo esposto al Maestrale e così ci siamo dovuti spostare. Poco prima del calare del sole siamo arrivato ad un pianoro ricoperto d’erba fresca e morbida e così abbiamo deciso di montare l’accampamento. Ci siamo accorti successivamente che eravamo proprio accanto allo Stagnone, il punto era sottovento grazie anche a delle macchie che confinavano con il sentiero. Preparato per cena ci siamo seduti sulle coperte a respirare a pieno l’aria fine portata dal mare, i bambini stanchi ma contenti appena buio sono andati a letto e noi siamo rimasti a guardare le stelle senza poterle riconoscere perché il buio è così profondo che si moltiplicano.

Al mattino presto ci siamo alzati ed abbiamo smontato il campo. Niente del nostro passaggio doveva restare a ricordo; ogni minimo segno della nostra presenza doveva sparire; il rispetto per quei luoghi incontaminati aveva proibito anche di fumare, chi lo faceva aveva con se una scatola per la cenere e le cicche e i rifiuti ci hanno seguito nel sentire di ritorno.

Continuando a camminare siamo passati per il versante dove si trovava il penitenziario; un sentiero molto tecnico e non facile soprattutto per il peso, quando siamo arrivati di nuovo al porto ci siamo fermati a pranzo in uno dei ristoranti prima di imbarcarci di nuovo.

L’esperienza è stata una tra le più belle che abbia mai fatto.

Questa è la lista dei partecipanti e l’età:

Alfonso 55

Anna 47

Alessio 16

Azzurra 13

Daniele 51

Yamila 50

Emanuele 19

Lorenzo

Letizia

Cosimo 8

Giulio 6

Caruso 2

Grazie Capraia.